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Il castello di Roccascalegna si trova in un incantevole borgo situato nell’entroterra su uno sperone roccioso che domina dall’alto il territorio circostante. La città sembra essere nata attorno al XII secolo come avamposto longobardo per il controllo della Valle del Rio Secco.
Il castello di Roccascalegna
Arriviamo a Roccascalegna nel pomeriggio e parcheggiamo nel parcheggio del castello che si trova proprio sotto la Rocca.
Parcheggio gratuito del castello 42°03’46.5″N 14°18’25.0″E – 42.062916, 14.306948.
Il castello è nato inizialmente come torre d’avvistamento per poi essere stato ampliato nel corso del tempo e diventare una vera e propria fortezza. Il Castello domina dall’alto la valle del Riosecco, affluente del fiume Sangro. Il Castello è stato più volte danneggiato e ricostruito e quello che possiamo ammirare ora è frutto dei lavori di restauro svolti nel 1996 dal comune.
Sentiero per il Castello
Dal camper, per arrivare al castello, percorriamo la via panoramica ed in cima, poco prima della biglietteria troviamo la Chiesa di San Pietro, che si dice sia la più antica della città, ma non è possibile visitarla perché ha delle parti pericolanti. La chiesa sembra sia stata completata verso la metà del XVI secolo, mentre il campanile a torre sembra risalire al 1805 e si pensa sia il restauro di un’antica torre medioevale.
All’interno delle mura sono presenti e visitabili alcune stanze, “la Torre del carcere” e la “Torre del forno” che è collegata alla cappella del S. Rosario. Il percorso di visita permette di scoprire una stanza dedicata agli armamenti, una dedicata agli strumenti di tortura e una sezione che racconta foto e leggende locali.
Fotogallery delle stanze del castello
Diversi spazi, inoltre, sono stati adibiti ad eventi o mostre temporanee, attualmente una dedicata a Dante e alla Divina Commedia. Oltre al valore storico, il Castello merita una visita per la bellissima vista sul territorio circostante che regala ai suoi visitatori.
Scendiamo in paese e arriviamo alla Chiesa dei Santi Cosma e Damiano che è stata costruita nel Cinquecento per gli abitanti del borgo che vivevano fuori le mura dell’abitato. Esternamente ha una facciata molto semplice, mentre l’interno presenta tre navate, senza transetto e con abside. Visitando l’edificio è possibile ammirare numerose decorazioni in stile barocco, ornamenti colorati o dorati, mentre le volte di copertura sono decorate ad affresco.
Dopo qesta chiesa decidiamo di recarci nella Chiesa di San Pancrazio che si trova vicino il cimitero del paese, a circa 1,5 Km. La Chiesa di San Pancrazio è stata costruita attorno al XII secolo ma già nel XVI secolo antiche testimonianze la definiscono come una delle più importanti chiese della provincia di Chieti. L’edificio religioso, infatti, comprendeva anche un monastero e un chiostro.
Esternamente la Chiesa di San Pancrazio si presenta con una facciata rettangolare in ciottoli, mentre l’interno ha due navate senza abside. Accanto all’abbazia c’è il cimitero usato sin dall’Ottocento per seppellire gli abitanti del borgo.
Nell’interno della Chiesa si trova uno scritto in cui vengono descritti alcuni documenti risalenti al 1568 dove si racconta della “Santa Visita” dell’Arcivescovo Giovanni Oliva in cui si rileva la presenza di un chiostro scoperto da dove si entrava in chiesa e dall’iscrizione che si trova sopra di questa risulta che la chiesa stata costruita nel 1205.
In un altro documento del 1593, redatto dall’Arcivescovi di Chieti, si viene a conoscenza che la chiesa di San Pietro fuori le mura ha due grandi crepe nelle mura e che se non si provvede al più presto porterà alla rovina la chiesa.
Anche la chiesa di Santa Maria fuori le mura di Roccascalegna è senza il tetto e le mura sono mezze rovinate. In altri documenti risalenti al 1700 descrivono la presa di possesso del previlegio reale emanato dal Vicerè di Carlo VI, il Conte De Martiniz e dove vengono anche elencati i possedimenti terrieri e i vari manufatti attribuiti alla chiesa di San Pancrazio.
La visita a Roccascalegna, con il suo borgo e il suo castello è terminata, ci prepariamo per la prossima tappa del nostro bellissimo giro: Sulmona dove potremo gustare i suoi famosi confetti.